Valentina Bonasia vista dal preparatore fisico

Devo smentire lo speaker del Palazauli, che definisce Valentina “Speedy Gonzales”, non perché sia lenta, (in realtà è veloce, ma non velocissima), ma la caratteristica fisica che contraddistingue il nostro playmaker è una eccezionale resistenza fisica, per cui io le affibbierei il nomignolo di “Trottolino abruzzese”, mi sembra più adeguato. E’ in realtà una maratoneta imprigionata in un corpo da giocatrice di basket.

In effetti posso affermare con buona certezza che Valentina abbia la migliore prestazione in Italia nel test che utilizziamo abitualmente, noi preparatori fisici del basket, per valutare la capacità di resistenza alla corsa, lo YoYo Intermittent Recovery Test, dove arriva al livello 18.6 e potrebbe ancora continuare. In questo è straordinaria. Considerate che la media per una “normale” giocatrice di serie A1 italiana è intorno al livello 16!!! bonasia

Questa sua caratteristica viene probabilmente facilitata dalla sua struttura fisica, adattissima alla corsa, in quanto associa ad una “carrozzeria” leggera, un “motore” muscolare piuttosto potente, e dei buoni “pneumatici”, cioè dei piedi piuttosto rapidi e reattivi. Purtroppo, e qui vengono le note dolenti, convive da tempo con delle problematiche alla schiena che la condizionano non poco, soprattutto negli allenamenti della forza, dove segue sempre un programma personalizzato. Questa situazione, devo riconoscere, la affronta però da sempre con grande determinazione, tant’è che anche quando si tratta di giocare tante partite in pochi giorni, stringendo magari i denti, lo fa senza problemi.

Testimonianza diretta è stato il Campionato Europeo Under 20 del 2014, svoltosi ad Udine, dove, grazie al suo contributo (ed a quello di Elena Ramò e Marida Orazzo) abbiamo conquistato la medaglia di bronzo, in una manifestazione in cui si son giocate 9 partite in 11 giorni!!! Come tutti gli esseri umani, però, anche Valentina non è perfetta, e questo lo manifesta soprattutto quando non può allenarsi per problematiche fisiche, purtroppo ricorrenti quest’anno. Tutte le giocatrice odiano, giustamente, star ferme. Lei scarica questa tensione, cercando nel contempo di far qualcosa di utile, facendo esercizi di palleggio (ball-handling) a bordo campo, con 2 palloni contemporaneamente, creando un notevole rumore in palestra, e creando un simpatico siparietto con le compagne che la implorano di farlo cessare. bonasia

A tale proposito, ricordo con simpatia una situazione simile, in cui Valentina dovette star ferma per soli 2 giorni preparando appunto l’Europeo di Udine 2014, per una distorsione alla caviglia, e faceva come sempre i suoi esercizi a bordo campo. Il problema, però, consisteva nel fatto che il palazzetto dove preparavamo i Campionati Europei era piuttosto piccolo, e che, contemporaneamente, oltre la nostra Nazionale, si allenava un gruppo di pugilato ed un corso di arti marziali per bambini, al soppalco superiore.

Nonostante ciò, però, fu MEDAGLIA DI BRONZO!!!

di Mimmo Santarcangelo

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