Raffele Porfidia si racconta: basket e famiglia

Questa settimana la rubrica Facce da PB ha come protagonista Raffaele Porfidia, capoallenatore della Treofan Battipaglia. Capoallenatore oggi, giocatore ieri e per il futuro…

Raffaele Porfidia

Raffaele Porfidia

Meglio una carriera da giocatore o da allenatore?

Sono di parte, perché ho smesso di giocare presto per intraprendere la carriera da coach che mi incuriosiva molto. Però in precedenze ero riuscito a togliermi delle soddisfazioni come la vittoria di campionato regionali o la partecipazione alle Finali Nazionali. Nel complesso, comunque, ci sono tante e sostanziali differenze, i pensieri del tecnico sono decisamente diversi. Vedi la gestione del gruppo, l’organizzazione degli allenamenti o il lavorare con attenzione sull’amalgama della squadra”.

Il momento più bello vissuto nei due ruoli sopra citati?

A dir la verità tocca indicarne più di uno. Da giocatore ricordo bene i due campionati vinti con il Cedri, dove tra l’altro la società si aspettava molto dal sottoscritto, però la Finale Nazionale giocata con l’under 14 di Caserta a Senigallia è davvero speciale. Ricordo che affrontammo, tra le altre, contro Milano, non dormii per due notti perché di fronte avremmo trovato giocatori come Novati. Da allenatore, invece, la vittoria del campionato di serie D con la PB63 per quello che riguarda un gruppo senior, mentre a livello giovanile il primo titolo regionale con l’under 17 sempre della PB63, dove nessuno ci accreditava alla vittoria finale, e la Finale Nazionale disputata nel 2009 con il gruppo di Caserta che purtroppo fu colpito pochi mesi prima da un terrificante strage. Fu un bel regalo per chi non c’era più”.

Raffaele Porfidia

Raffaele Porfidia

Quando non sei impegnato con la pallacanestro come ti piace trascorrere il tuo tempo libero?

In compagnia di mio figlio Giovanni, di fatto mi sequestra con il suo programma dei giochi. Non ne dimentica mai uno. Devo ammettere,però, che delle volte devo nascondermi di nascosto nello studio per poter preparare gli allenamenti”.

Il piccolo Giovanni è già pronto per far proseguire la dinastia dei Porfidia nel mondo del basket?

Pochi giorni fa abbiamo pattuito che nei prossimi mesi farà un giorno di piscina e due di basket, perché ormai ha deciso che vuole calcare il parquet. Mi auguro per lui che possa avere la fortuna di vivere uno sport di squadra, ovviamente se sarà il basket sarei felicissimo. Se invece decidesse per il calcio allora a quel punto dovremmo sederci a tavolino per parlarne”.

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