Dodici domande per…Francesco Ambrosano

La parola al capitano della Techmania Battipaglia di serie D. E’ Francesco Ambrosano, infatti, il nuovo protagonista della rubrica “Dodici domande per…”

Quando è nata la passione per il basket?: “Molto presto, all’età di cinque anni. Più che altro per motivi di grandezza e fisica e per un problema di piedi molto storti che ahimè non sono riuscito a correggere J”.

Tre parole per descriverti?: “Solare, loquace e…ARRABBIATO”.

Il tuo piatto preferito?: “Di tutto, mi piace assaggiare e mangiare sempre piatti nuovi. Però devo ammettere che il mio piatto preferito per eccellenza è l’insalata di riso esclusivamente senza maionese”.

Francesco Ambrosano capitano della Techmania

Francesco Ambrosano capitano della Techmania

Ed il film preferito?: “Il Gladiatore, visto 32 volte. Potrei scrivere tutta la scneggiatura a memoria”.

Dove sogni di andare in viaggio?: “A New York solo e soltanto con la mia ragazza”.

L’avversario più difficile affrontato?: “Il mio ex compagno di squadra, ai tempi di Nocera, Antonio Auriemma”.

Un modello di giocatore?: “Ce ne sono tanti ma il mio preferito è il bulgaro Kaloyan Ivanov”.

Il miglior amico nel mondo della pallacanestro?: “Mario Santucci che reputo come un fratello, il mio compagno di squadra Palmentieri, il mio ex compagno di squadra Vincenzo Di Somma, Gianluca Bladi e Piero Nocera. Chiedo scusa se non ho nominato altre persone”.

Lavorare al fianco del proprio coach con l’under 14 migliora il rapporto?:Diciamo di si, perché alla fine vengo preso in giro maggiormente”.

Hai un rito scaramantico prima di ogni partita?:  “Si ma non posso dirlo, perché mi prenderebbero per manesco e non lo sono J”

Il ricordo più bello da cestista?: “Vari, i più belli senza dubbio le promozioni con Nocera, in due anni siamo riusciti ad arrivare in C1, e la prima partita lo scorso anno in casa a Battipaglia a distanza di diverso tempo dall’ultima apparizione”.

Ed un sogno per il futuro?: “Il mio sogno è quello di riuscire a costruire una famiglia, di avere dei figli e perché no sperare di conciliare in tutto ciò la pallacanestro perché è senza dubbio un tassello importante della mia vita”.

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