Il gioco ed i giochi aiutano ad evitare il sovrappeso e l’obesità nei bambini (PB63Mini)

Inizia la stagione anche per la nostra rubrica dedicata al Settore Minibasket. Prima degli articoli a firma Mimmo Alfinito, responsabile della PB63Mini, abbiamo deciso di dare spazio ad un testo ricco di contenuti positivi e propositivi del professore Maurizio Mondoni pubblicato sul suo sito ufficiale (www.mauriziomondoni.com):

Nel bambino il sovrappeso e l’obesità aumentano vertiginosamente, in Italia due o tre bambini su 10 sono sovrappeso o obesi e a questo importante problema sono interessati Insegnanti, Istruttori, Allenatori, genitori, pediatri e medici. Secondo alcune ricerche, la progressione dell’obesità è tale (150% in 10 anni) che fa temere che i bambini obesi (circa l’80%) possano diventare adulti obesi.Mini 1 (7)

Bambini sempre più grassi: sono a rischio di diabete!
La sedentarietà è un importante fattore di rischio metabolico, tanto che l’inattività fisica e una dieta sbilanciata sono ritenuti la seconda causa di morte negli Stati Uniti. I bambini e gli adolescenti di oggi hanno abitudini sedentarie, promosse in primo luogo dalla meccanicizzazione dei trasporti e dalla diffusione della TV e dei P.C.

A rischio è la generazione della “play-station”, del computer, dei bambini che consumano patatine e merendine e che bevono Coca Cola davanti alla televisione e che di praticare movimento e attività sportiva non ne vogliono sapere perché è faticoso.

Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di un’associazione positiva tra le ore trascorse davanti alla TV e la prevalenza di obesità o rischio di sviluppo un eccesso ponderale. Si calcola che in USA un bambino trascorre in media 2-5 ore al giorno davanti alla TV, in Italia da 1 a 3 ore.

Obiettivi
Nel programmare gli interventi di prevenzione e trattamento dell’obesità attraverso l’attività motoria, il primo obiettivo è la riduzione della sedentarietà, a prescindere dalla perdita di peso o dal coinvolgimento del soggetto in programmi di attività fisica organizzata.

I numeri che riguardano i bambini sono allarmanti: ci dicono che già a 10 anni un bambino su due ha uno stile di vita sbagliato e che il 22% dei ragazzi è sovrappeso e che il 7% è obeso. Sotto accusa è il grasso, importante fattore di rischio per sviluppare la malattia; tra bambini e adolescenti, il numero degli obesi in Italia è salito notevolmente, si parla di circa 20 mila casi. I bambini sovrappeso o obesi sono a rischio di diabete in età adulta, in quanto sottopongono il loro metabolismo a un super-lavoro già a quest’età.

Il diabete è l’incapacità dell’organismo di mantenere regolato lo zucchero nel sangue, causando problemi al cuore, ai reni, agli occhi, ai nervi e agli arti inferiori. A complicare le cose è il corredo genetico: chi in famiglia ha o ha avuto qualcuno che soffre di diabete ha più possibilità di ammalarsi ed è per questo che già in tenera età è importante mangiare bene e in modo sano. Le mamme, ad esempio, non dovrebbero zuccherare il latte e privilegiare invece la frutta fresca piuttosto che i succhi di frutta, che contengono zuccheri in abbondanza.

Che cosa è l’obesità?
L’obesità è definita come un “eccesso di massa grassa che determina conseguenze nefaste per la salute”.

Nella pratica clinica, la valutazione della massa grassa si basa sul calcolo dell’indice di massa corporea (IMC) che è il rapporto del peso (espresso in kg.) sul quadrato dell’altezza (espresso in cm.). Nel bambino il calcolo è più complesso, poiché la determinazione dell’indice di massa corporea deve essere correlata all’età e alle curve di crescita (esistono delle tabelle pediatriche di riferimento).

L’obesità è diventata la malattia nutrizionale più frequente nel mondo ed è riconosciuta come un importante fattore di rischio cardio-vascolare, rappresenta una reale minaccia per la salute, da cui l’importanza di una presa in carico globale che si articola attorno a quattro poli importanti: nutrizione, attività fisica, sostegno psicologico, trattamento medico.Mini 1 (5)

Le arterie di un bambino obeso di 10 anni assomigliano a quelle di un adulto di 45 anni: appaiono già invecchiate rispetto alla norma per l’effetto del colesterolo e di altre molecole grasse che si attaccano all’interno dei vasi. Tutto ciò è stato dimostrato dai pediatri della Children’s Hospital di Kansas City, attraverso la misurazione dello spesso di alcune arterie-chiave con gli ultrasuoni, in 70 bambini sovrappeso.

I pediatri hanno dichiarato che buona parte del grasso accumulato da bambini, non si scioglie più nella fase adulta e quindi lo stop all’eccesso di cibo deve iniziare subito.

Quali sono i criteri che permettono di affermare che un bambino è obeso? Perché si diventa obesi?
Un importante e rapido aumento di peso nel bambino deve allarmare ed ogni assunzione ponderale eccedente i 5 kg. l’anno, prima della pubertà, deve essere seriamente presa in considerazione. Parlare con i genitori e consigliarli di consultare un medico, un nutrizionista, un endocrinologo o un dietologo, può limitare un processo di assunzione di peso.

Nel bambino, il momento ideale per una presa in carico efficace si situa tra i 7 e i 10 anni, quando ha raggiunto un grado di maturità psicologica ed intellettuale sufficiente. Parecchi fattori partecipano all’apparizione dell’obesità: il cambiamento rapido dei modi di vita attuali, associato alla predisposizione genetica, favorisce l’assunzione di peso.

La modificazione del comportamento alimentare e la diminuzione delle spese energetiche sono i principali fattori di rischio.

Errori alimentari e nutrizione
Il modo di nutrirsi si è molto evoluto nel corso dell’ultimo secolo. Gli apporti in nutrimenti sono sempre costituiti da glucidi, lipidi e proteine, ma la loro proporzione nell’equilibrio alimentare è molto cambiata.

I bambini, incitati dalla pubblicità, consumano alimenti “facoltativi” con forte capacità energetica, tipo barrette di cioccolato, merendine ad alto potere calorico, biscotti, mescolanza di cereali sofisticati, chips, caramelle, bevande zuccherate, ecc. Questi alimenti contengono spesso dei lipidi e hanno proprietà piacevoli (palatabilità), ma provocano meno sazietà, da cui un sovraconsumo e una trasformazione in tessuto adiposo.

Il ritmo dei pasti ha subito ultimamente forti perturbazioni e l’evoluzione delle tendenze verso una ristorazione rapida, a orari variabili, favorisce gli “smangiucchiamenti”.

Gli squilibri degli apporti giornalieri sono generalmente i seguenti:
– colazione in fretta, perché si è in ritardo per la scuola;
– intervallo mattutino (con merendine, barrette di cioccolato, etc.);
– pranzo a scuola in mensa con la dieta prefissata; molti bambini   mangiano nulla o poco, preferiscono mangiare un panino portato da casa e bere una coca cola;
– merenda pomeridiana (altamente calorica);
– cena alla sera (magari senza verdura e senza frutta perché non è gradita ai bambini).

Tutto ciò favorisce gli immagazzinamenti che partecipano all’assunzione di peso. Anche le famiglie destrutturate e le separazioni dei genitori sono riconosciute come fattori che innescano quasi il 20% dei casi di obesità nei bambini.Mini 1 (3)

L’eccesso di peso determina numerose complicazioni future: malattie cardio-vascolari (infarto, insufficienza cardiaca), malattie respiratorie (ipossia cronica, sindrome d’apnea del sonno), malattie osteo-articolari, patologie reumatiche invalidanti, tumori e tutto ciò che condiziona la prognosi vitale di obesità (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipergliceridemia, ecc.), diabete.

L’obesità è riconosciuta come un handicap e differenti studi hanno mostrato che l’obesità ha un risentimento personale e sociale, non solo legato alle conseguenze somatiche, ma anche alla stigmatizzazione e alla discriminazione. A tale scopo è importante prendere in considerazione altre dimensioni, come ad esempio il deterioramento dell’immagine di sé, l’impoverimento dell’integrazione sociale e della qualità della vita.

Inattività fisica o sedentarietà
La base del trattamento dell’eccesso di peso è la riduzione della sedentarietà. La riduzione dell’attività fisica, la riduzione dei dispendi energetici, l’aumento del tempo passato davanti al televisore, i videogiochi, il computer, l’andare a scuola in automobile, l’utilizzo dell’ascensore, così come il miglioramento sensibile della temperatura dei nostri habitat e la qualità termoisolante dei vestiti, sono fattori che concorrono allo sviluppo dell’obesità.

I bambini di oggi non camminano più, non corrono più all’aperto e nei prati, praticano poca attività motoria e sportiva, utilizzano l’ascensore e non salgono le scale, non vanno più in bicicletta, le due ore (quando sono svolte) di Educazione Motoria alla Scuola Primaria non servono a nulla e poco è lo spazio dedicato al movimento e al gioco.

Tutto ciò genera poco dispendio energetico rispetto a ciò che è assunto a livello alimentare e quanto non è bruciato, va ad aumentare la massa grassa. I bambini a scuola stanno troppo seduti nei banchi (i banchi e le sedie sono uguali per tutti i bambini e questo è un grave errore), a casa stanno seduti o coricati sul divano a guardare la televisione (mangiano merendine o barrette di cioccolato), stanno troppo seduti davanti al computer, giocano alla play-station, mangiano in fretta e non digeriscono.

L’assenza di movimento è un fattore di rischio vascolare e quindi è molto importante recuperare il movimento e l’attività fisica (a casa, a scuola, nei Centri e nelle Società Sportive). Ai bambini obesi si raccomanda di praticare attività fisica moderata (almeno 20-30 minuti il giorno), di potenziare la parete addominale, frazionando gli sforzi e se è possibile tutti i giorni della settimana:
– lezioni di motoria a scuola;
– camminate a passo sostenuto;
– attività ricreativa al parco, in cortile o all’oratorio;
– lezioni di gioco-sport nei Centri di Avviamento allo Sport, nelle Società Sportive (con Istruttori preparati);
– bicicletta;
– nuoto;
L’attività fisica regolare costituisce un elemento terapeutico importante ed è un fattore determinante contro l’apparizione dell’obesità. La pratica fisica permette di ridurre la massa grassa, il tasso di trigliceridi, il colesterolo totale e il LDL-colesterolo (low density lipoprothein-cholesterol), che è il principale agente di malattie cardio-vascolari.

La Scuola e in particolare gli Insegnanti, possono sensibilizzare i genitori e i bambini alle regole di base dell’equilibrio alimentare, per sviluppare uno spirito critico di fronte a certi prodotti alimentari che la pubblicità gli impongono.

Una riunione all’inizio dell’anno con un medico e un dietologo, potrebbe essere molto adatta a tale scopo, unitamente all’Istruttore (laureato in Scienze Motorie e dello Sport), che illustra i benefici di una corretta e sana educazione al movimento.

Potrebbe essere questo uno spunto per creare un “Progetto” orientato in tal senso e “mirato” a predisporre uno stretto regime ipocalorico, una restaurazione dei ritmi alimentari e una correzione degli errori nutrizionali.

L’importanza del movimento, del gioco e del gioco-sport
Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla salute dipendono dal tipo di attività svolta (intensità, durata, frequenza, tipo) e dalle caratteristiche individuali (malattie, fitness, fattori genetici). Un’Associazione Americana per lo Sport e l’Educazione Fisica (NASPE) in accordo con il CDC di Atlanta, consiglia che tutti i bambini in età scolare evitino periodi di sedentarietà superiori alle due ore consecutive.

Mini 1 (9)Tutta la famiglia e non solo il bambino, è chiamata a introdurre nuove abitudini di vita nella “routine” quotidiana, come l’andare a scuola in bicicletta o a piedi, oppure limitare l’uso della TV (1-2 ore al massimo al giorno, pochi minuti per i bambini al di sotto dei 3 anni)), o iscriversi a un corso di sport (Minibasket, Minicalcio, Minirugby, Nuoto, Giocatletica, etc.).

Nei bambini obesi gli esercizi aerobici d’intensità moderata hanno modificato alcuni aspetti della sindrome metabolica, quali il grado di adiposità e i livelli circolanti di trigliceridi e di insulina.

A scuola i bambini obesi e sovrappeso hanno una corpulenza difficile da assumere e hanno reali difficoltà a muoversi in aula e in palestra: corrono male, respirano male, fanno fatica a salire le scale, possiedono poco equilibrio e scarsa coordinazione, si affaticano subito.

La debolezza muscolare e l’affaticabilità, si sommano a blocchi psicologici, di rifiuto dell’immagine di sé e soffrono spesso dell’impietoso sguardo degli altri bambini, che a volte li deridono. I bambini sovrappeso e obesi non riescono a controllare il proprio corpo negli spostamenti, non sopportano di stare seduti per troppo tempo in una posizione corretta, quando si spostano urtano i banchi, le sedie, si scontrano con gli altri bambini, non conoscono bene il proprio corpo e non lo sanno gestire nello spazio.

Svestirsi in piscina o in palestra di fronte agli altri, accettare di essere maldestri in palestra, avere delle prestazioni mediocri nelle attività sportive e nei giochi, aumenta l’handicap nel bambino sovrappeso od obeso.

Nel Minibasket e nei giochi collettivi con la palla, il bambino sovrappeso o obeso fa fatica a stare al passo con gli altri bambini, nel calcio ad esempio il bambino obeso spesso fa il portiere, perché non riesce a muoversi in campo come gli altri compagni. I salti e le corse sono traumatizzanti per le sue articolazioni, ma il cammino a passo veloce (marcia) può essere un buon deterrente in tal senso.

Che tipo di attività sportiva consigliare?

I bambini devono essere impegnati in attività fisica di moderata o vigorosa intensità almeno 60 minuti al giorno (camminare velocemente, andare in bicicletta, correre, frequentare corsi di nuoto, di Minibasket, di Minicalcio, giocare liberi al pallone, salire e scendere dalle scale, etc.).

Tutto ciò favorisce il maggior consumo di lipidi durante l’esercizio, a parità di dispendio energetico. Se confrontati con i bambini normopeso, i bambini obesi sono più sedentari e raggiungono la soglia di affaticamento più velocemente anche per prestazioni fisiche minori. Questo a causa di un elevato costo energetico per il sollevamento di una massa corporea più pesante e per la ridotta efficienza ossidativa del muscolo scheletrico.

Conclusioni
I medici sono concordi nel riconoscere che è importante promuovere l’attività fisica e la riduzione della sedentarietà. L’Insegnante può prevenire, consigliare, guidare e incoraggiare i bambini obesi aiutandoli a vivere meglio e a socializzare.

Insegnanti, genitori e medici devono trovarsi uniti nella lotta contro la sedentarietà, favorendo una giusta alimentazione e un’adeguata attività motoria e sportiva per combattere l’obesità e il sovrappeso.

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