PB63Mini: Cogliere il disagio dei bambini

Un istruttore di minibasket competente e preparato:

  • deve sapere quali sono le caratteristiche della personalità del bambino e come si sviluppa nelle varie fasce d’età
  • deve saper osservare e valutare il gruppo
  • deve saper individuare cosa, come e quando proporre e di quali mezzi servirsi.

Conoscere come vengono interiorizzate le regole a 6 anni o in che modo correggere un bambino di 10 anni o quali sono le potenzialità motorie a 8 anni, è condizione necessaria ma non sufficiente. Quando siamo in palestra, ad esempio, ci accorgiamo che un bambino di 7 anni, pur essendo un bambino “normale” ha un modo di correre, di dimostrare soddisfazione o insoddisfazione, di relazionarsi con i compagni solo in parte riconducibile alle caratteristiche generali tipiche della sua fascia d’età.

Ogni bambino ha proprie esigenze, una sua storia, un suo modo di affrontare e vivere le situazioni; ogni bambino è unico. Unico è il suo modo di affrontare il minibasket, di relazionarsi con l’istruttore ed i compagni. Quindi l’istruttore non avrà mai bambini uguali, dovrà essere in grado di variare il suo lavoro ed adeguarlo in base ai bambini che trova in palestra. In che modo può un istruttore individuare e comprendere i tratti unici dei suoi allievi? Affinando ed utilizzando l’empatia.Mini 1 (4)

L’empatia viene definita come la capacità di immedesimarsi nell’altro per comprenderlo; richiede una grande disponibilità e sensibilità emotiva; si può affinare, educare e sviluppare. Facendo ricorso al nostro bagaglio di esperienze, di conoscenze, di emozioni direttamente provate in determinate situazioni o viste provare possiamo immedesimarci nello stato d’animo del bambino e comprenderlo; è un atto intelligente che richiede distanziamento ed obiettività, un attenzione particolare a non confondere sentimenti di simpatia o antipatia con una reale comprensione.

Facendo un esempio personale, dovessi essere l’istruttore di un bambino di 9 anni, alto e timido rischierei di confondere l’atto di empatia con la immediata simpatia che mi susciterebbe il bambino che tanto mi ricorda me stesso alla sua età, potrei rischiare di attribuire a lui il mio modo di vivere le situazioni di minibasket, le mie emozioni, così facendo non riuscirei a comprenderlo veramente, non rispetterei la sua unicità e rischierei di intervenire con modi e mezzi inadeguati.

L’istruttore che riesce ad insegnare minibasket veramente adeguato ad ogni bambino sa, al di là delle caratteristiche generali, individuare e comprendere i tratti unici dei suoi allievi.

La prossima settimana spiegherò meglio, secondo me, come cogliere il disagio.

Mimmo Alfinito

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