PB63Story: L’argentino Pierdominici “Quante emozioni, mi mancate!”

Era il 2006-2007 quando la PB63, allora chiamata Simer Battipaglia, ritornava nel basket nazionale. Tutto merito della grande cavalcata realizzata nel campionato di serie C2.

Decisivo fu il 2-1 rifilato alla Meomartini Benevento nella finale playoff, 64-77 in terra sannita in gara 2 e 74-57 allo Zauli in gara 3 davanti un pubblico straordinario. Tra i protagonisti di quella squadra anche e soprattutto l’argentino Esteban Pierdominici, per lui una media di 18 punti a partita.

Ti ricordi il tuo arrivo a Battipaglia?

Come dimenticare il giorno in cui arrivai all’aeroporto dove conobbi Elio Cavallo, una grandissima persona, e Francesco Cantelmi. Ricordo che sapevo dire soltanto “ciao”, ma da quel giorno è stato come vivere a casa mia. Porterò sempre con me nel mio cuore tutta la famiglia battipagliese”.

Esteban Pierdominici dopo la vittoria in finale con Meomartini

Esteban Pierdominici dopo la vittoria in finale con Meomartini

Quanto fu importante il gruppo in quel campionato?

Sin dal primo allenamento capii che avremmo fatto bene, legai subito con tutti i compagni con i quali sapemmo andare avanti e superare i momenti difficili. Poi con l’acquisto di Femminini facemmo il salto di qualità. E’ stata una squadra di grandi persone e di grandi giocatori, come Alessandro Bertini che dal mio punto di vista avrebbe potuto giocare in categorie più importanti. Ma c’erano anche Enzo il capitano, un grande, Avallone, Filippi, che è stato il mio compagno di casa, Varriale, un pazzo ma di quelli belli, quasi un fratello direi, Gibboni, e tutti i ragazzi delle giovanili. Ma, ovviamente, ricordo anche i coach Gino e Luca, il fisioterapista Walter, davvero un amico, il presidente Giancarlo e suo fratello che sono stati sempre attenti ai nostri bisogni”.

C’è, però, un ringraziamento speciale che vuoi fare, vero?

Esatto, alla famiglia Vicinanza. Perché, sin dal primo giorno, mi ha aperto le porte della sua casa, con Stefano, Roberto, Nadia e Francesca nacque subito una bella amicizia. Li porterò sempre nel mio cuore”.

Quali emozioni ti regalò gara 2 con la Meomartini?

Fu bellissimo vedere il palazzetto pieno e tutta la gente felice per la vittoria. Sarebbe stato un sogno rimanere a giocare anche in C1, purtroppo la regola federale non mi lasciava scelta e così dovetti cambiare squadra”.

la Simer Battipaglia 2006-2007

la Simer Battipaglia 2006-2007

E adesso cosa fai?

Attualmente sono a Cordoba, la mia città, ho un’edicola nella quale lavoro. Ma sto anche completando gli studi, a breve dovrei laurearmi in criminalistica. E poi c’è la pallacanestro, ho lasciato il basket professionistico ma da qualche tempo sono tornato a giocare in una squadra vicino casa, ma solo per divertirmi un po’”.

A questo punto la chiosa quale può essere?

Vi mando un forte abbraccio, la mia esperienza battipagliese è stata magnifica e non vi dimenticherò mai. Rimarrete per sempre nel mio cuore, vi penso spesso e vi auguro il meglio. Devo ammettere che mi mancate molto, mi manca l’Italia. Ogni tanto mi viene voglia di tornare a trovarvi, spero di riuscirci un giorno. Grazie di tutto, vi voglio bene”.

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