VIVA! 2015 “adotta” la scuola. Domenica si scende in campo

Dal 12 al 18 ottobre torna VIVA! – Settimana per la rianimazione cardiopolmonare, la campagna di sensibilizzazione che per il terzo anno viene organizzata per informare la popolazione sull’importanza di un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco.

L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare agli studenti italiani. VIVA! 2015, infatti, lancia un progetto ambizioso in linea con la Legge la “Buona Scuola” – che prevede l’introduzione dell’insegnamento delle tecniche di primo soccorso nel percorso formativo degli studenti – e con la campagna europea “Kids save lives”. Il progetto, che prende il via nella Settimana di sensibilizzazione con alcuni eventi capofila, ma che sarà sviluppato nel corso dell’intero anno scolastico, ha lo scopo – attraverso la collaborazione degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e degli Istituti Scolastici – di garantire la divulgazione e promozione della rianimazione cardiopolmonare all’interno delle scuole italiane.

vivaIl meccanismo si basa sulla rete di volontari che ruota intorno a VIVA!, chiamati ad “adottare” gruppi di insegnanti del proprio territorio per metterli in condizione di dedicare due ore l’anno della propria attività di insegnamento alla sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare. I docenti che parteciperanno agli incontri diventeranno, in tal modo, ambasciatori di RCP nei confronti dei loro studenti.

Per aiutarli in questa delicata missione, il Coordinamento Campagna Viva! 2015 ha predisposto un kit informativo – che sarà disponibile online gratuitamente dal 16 ottobre sul sito www.settimanaviva.it -, da utilizzare per organizzare alcune ore di lezione sul tema della disostruzione delle vie aeree nei bambini e dei principali argomenti di primo soccorso. “Con Viva! 2015afferma Federico Semeraro, Anestesista Rianimatore Consiglio Direttivo Italian Resuscitation Council -, vorremmo innescare un processo virtuoso che faccia diventare queste conoscenze un patrimonio stabile della comunità scolastica. Vorremmo contribuire allo sviluppo di una nuova attitudine verso le emergenze sanitarie da parte delle giovani generazioni in piena continuità con il sistema territoriale di emergenza e con il sistema sanitario, favorendone l’omogeneità a livello nazionale e preservando l’importante patrimonio di offerta formativa che Società scientifiche e Associazioni di volontariato già compiono gratuitamente nelle scuole in collaborazione con i Sistemi territoriali 118”.

Nel corso della Settimana Viva! 2015 sarà presentata la campagna europea “Kids save lives” – Training School Children in Cardiopulmonary Resuscitation Worldwide (“I ragazzi salvano le vite” – Addestramento degli scolari di tutto il mondo alla rianimazione cardiopolmonare), patrocinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che è alla base del Progetto Scuola di VIVA!. Il mondo della scuola rimane il fulcro anche delle altre novità che verranno presentate nel corso della settimana di sensibilizzazione. Il 16 ottobre, in concomitanza con l’European Restart Heart Day, saranno lanciati alcuni strumenti multimediali per catturare l’attenzione dei più giovani.

LA FIABA MULTIMEDIALE

Un picnic mozzafiato” è il nome della app/fiaba multimediale che dal 16 ottobre sarà scaricabile gratuitamente su piattaforma iOSx e Android e che verrà prodotta anche in versione cartacea e distribuita gratuitamente nelle scuole primarie durante la settimana Viva! 2015.

Dedicata ai temi dell’arresto cardiaco e della disostruzione delle vie aeree nei bambini, è stata prodotta da IRC, con la collaborazione di Elastico, per la sensibilizzazione degli studenti delle scuole primarie.

RELIVE

Il progetto lanciato nella scorsa edizione diventa finalmente realtà e il 16 ottobre verrà resa disponibile in esclusiva per l’Italia la beta version di Relive Story Mode.

Il videogioco include 4 livelli nei quali è necessario cimentarsi all’interno di una base spaziale su Marte con alcuni giochi di logica e superare l’addestramento per acquisire le basi della rianimazione cardiopolmonare. Relive è stato realizzato da IRC, in collaborazione con il Laboratorio PERCRO dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con gli sviluppatori di giochi di Studio Evil di Bologna.

VIDEO – L’UNICO ERRORE E’ NON FARE NIENTE

vivaStrettamente collegato al mondo della scuola è lo sport. Simbolo di questo connubio è il video VIVA! 2015 in cui i protagonisti sono alcuni studenti che, in un campo da calcio, riescono a gestire una situazione di emergenza perché sanno bene che “l’unico errore è non fare nulla”. A ricordarlo insieme a loro, il calciatore Alessandro Matri che ha prestato il suo volto per promuovere il messaggio della campagna. Come per le precedenti edizioni VIVA! 2015, grazie al Patrocinio del CONI, di Federazione, Leghe ed Enti di promozione dello sport, sarà inoltre presente in diverse occasioni con azioni di sensibilizzazione all’interno di palasport e manifestazioni sportive.

L’arresto cardiaco improvviso è un evento, il più delle volte, imprevedibile e che può verificarsi in qualsiasi luogo e momento – Andrea Scapigliati, Anestesista Rianimatore del Comitato Scientifico di Italian Resuscitation Council e Membro del Coordinamento VIVA! -. Le possibilità di sopravvivenza dipendono dalla velocità dei soccorsi. E’ per questo motivo che i testimoni di un arresto cardiaco, se in grado di intervenire, possono contribuire a salvare una vita e diventano il primo anello della catena dei soccorsi, il più importante. Imparare a fare alcune semplici manovre e ad usare il defibrillatore in attesa dei soccorsi può fare la differenza. Purtroppo sono ancora pochi coloro che sanno come fare la rianimazione cardiopolmonare e in Europa la RCP viene iniziata dai testimoni soltanto nel 15% dei casi – spiega Scapigliati -. Se si riuscisse ad aumentare questa percentuale dal 15% al 50-60% dei casi, si potrebbero salvare circa 100.000 persone all’anno. E’ chi sta vicino alla vittima al momento dell’arresto cardiaco che fa la differenza tra la vita e la morte, anche se non fa una professione sanitaria. L’unico errore in questi casi, è non fare niente”.

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